48Di seguito l’intervento del presidente della Duri i Banchi, Maurizio Luxardi, tenuto oggi, venerdì 22 marzo alle ore 18,00, all’inaugurazione della mostra “Navi, squeri, traghetti da Jacopo de’ Barbari”, presso l’auditorium Giannina Piamonte – Fondazione Querini Stampalia.

Maurizio:

Per noi della “Duri i Banchi” è veramente un onore -e ne siamo profondamente fieri- aver creato questa collaborazione (che anzi -ci piace meglio- chiamare “gemellaggio”) con una delle più prestigiose Istituzioni cittadine, di richiamo internazionale: la Fondazione Onlus Querini Stampalia.

La nostra Società è sempre stata molto attenta nel tener fede ad uno dei principi fondamentali del Sodalizio: il “Beneficare”, che riteniamo non debba possedere la sola accezione di “provvedere alla beneficenza assistenziale”, ma assumendo il significato etimologico più profondo, si attui nel “Far bene” e, fare bene, soprattutto nei confronti della vita sociale e culturale della nostra Città, in ossequio a quanto sancito nel primo e fondamentale articolo dello Statuto sociale, che individua lo scopo primario del Sodalizio nel

” promuovere e realizzare iniziative idonee a sviluppare la socialità e il senso civico intesi nelle forme più aperte ed elevate, con particolare riguardo al concetto di venezianità inserito nel patrimonio culturale della Città “.

La “Duri i Banchi” composta esclusivamente da 50 uomini, dalle diverse provenienze formative e culturali, che svolgono o che hanno svolto, importanti ruoli professionali ed imprenditoriali all’interno dell’ambiente economico cittadino, ha sempre inteso valorizzare il patrimonio culturale ed umano di Venezia, apprezzando le peculiari forme e discipline della sua vita sociale, delle sue attività economiche e dei suoi costumi e tradizioni locali.

Con tale intento, la nostra Società si è prodigata per offrire alla Città apprezzabili iniziative di tutela del patrimonio storico e culturale cittadino – che non a caso dai Soci vengono chiamate “Omaggi a Venezia“- tra le quali ricordiamo i restauri dei monumenti a Carlo Goldoni in Campo S. Bortolomeo e a Nicolò Tommaseo in Campo Santo Stefano, oppure la quinquennale erogazione di Borse di Studio per gli allievi più meritevoli di ciascun anno di corso dell’Istituto d’Arte dei Carmini o ancora, il recente patrocinio della pubblicazione sul Campanile di San Marco del prof. Zanetto.

E quest’ anno, nella rilevante ricorrenza dei 110 anni di storia della Società, si è voluto dare un segno ancora più pregnante del voler collaborare nel mondo culturale veneziano, sostenendo la Fondazione Querini Stampalia per la realizzazione di una Mostra che nei suoi contenuti si avvicina in maniera incredibile allo spirito di tenacia e saldezza della Società che, difatti, ha inteso trarre dal grido lanciato dal Capitano da Mar della Galea veneziana in fase di attacco, quel ” Duri i banchi ! “, per noi motto con significato di incoraggiamento, solidarietà, forza d’animo, come pure affetto e vicinanza.

Quindi un avvenimento importante che pur nel considerevole -per noi- sforzo sostenuto, ci riempie di gioia, di orgoglio e di soddisfazione.
Con questi entusiasti stati d’animo, non senza prima ringraziare le curatrici Cristina Celegon e Angela Munari per la pregevole attività svolta e l’oramai “amico” Guglielmo Zanelli per l’opera tutta, ci accingiamo dunque a dare inizio all’inaugurazione di questa meravigliosa mostra che ci permetterà di straordinariamente immergerci nella Venezia del Cinquecento, poi del Settecento e fino al più recente periodo ottocentesco, entrando nei laboriosi squeri, salendo sui numerosi traghetti e salpando sui possenti vascelli della Serenissima, riuscendo -forse- a udire in lontananza dai mari di battaglia d’Oriente, il riecheggiare del famoso

DURI I BANCHI !