Lucio SantoroArticolo della Nuova Venezia
del 26 maggio 2012

VENEZIA. Un’isola neonatale, un’incubatrice dell’ultima generazione per garantire un’efficace terapia intensiva in sala parto ai neonati in difficoltà. L’ha regalata al reparto di Pediatria e Patologia neonatale dell’Ospedale civile – mandando così in pensione la vecchia ventennale incubatrice della sala parto – la Fondazione Midget Onlus, dedicata al velista Giorgio “Midget” Lauro.«E’ uno strumento all’avanguardia, molto utile per accogliere i neonati per un’eventuale rianimazione in caso di problemi dopo la nasica», osserva il primario Lucio Santoro, «ce n’è una attiva in sala operatoria e questa sostituirà quella che era in sala parto. L’aiuto dei cittadini è prezioso».Una buona notizia, dunque, per un reparto strategico – 600 ricoveri nel 2011, 5 mila prestazioni ambulatoriali (3 mila delle quali in arrivo dal pronto soccorso), il 20% a bimbi “ turisti” -ma alle prese da anni con pesanti carenze di personale, sopperite dalla disponibilità di chi resta in servizio: ma ad agosto andrà in pensione un altro medico.

In sei anni di attività, la fondazione Midget ha raccolto 160 mila gli euro di donazioni, grazie alle offerte di Carive, associazione Ruga Giuffa, associazione San Giacomo da l’Orio, Scuola Grande San Teodoro, associazione Piazza San Marco, Club Inner whheel, Rotary Club Venezia, associazione Duri i banchi, librerie Giunti e associazione italo-belga Venezia Viva, ma anche da singoli cittadini. Sono così stati acquistati per il reparto un ecografo pediatrico e un microscopio ottico, televisori al plasma, un’incubatrice per prematuri, un analizzatore di ossido nitrico per bimbi asmatici, una lampada per fototerapia, poltrone letto per le madri, libri e una sala giochi. «Il prossimo obiettivo è l’acquisto di una strumentazione Acuvein 300, per facilitare i prelievi nei bimbi piccoli», osserva il primario, tra i fondatori della fondazione.«Il nostro obiettivo è migliorare le condizioni dei piccoli pazienti dell’ospedale civile», osserva la consigliera Marta Nardi, «la fondazione lotta per tenere vivo questo reparto e per allontanare il timore di molti veneziani, preoccupati di dover far nascere in futuro i propri figli in terraferma».