Bruno CuogoMartedì 12 febbraio avevo appuntamento alle 8,30 con Bruno Cuogo, socio della “Duri i banchi” e proprietario della “Impresa Edile C.B.C. srl“, nel suo ufficio in Fondamenta della Misericordia.
Giornata fredda, con la pioggia reduci da una giornata insolita per Venezia: neve e marea eccezionale a +143 cm sul medio mare. Io abito a pochi passi, arrivo puntuale, ma lui non c’è ancora, tutte le mattine fa un viaggio da Salzano a Venezia e questa in particolare si preannuncia una mattinata difficoltosa per la viabilità.
Appena arriva al Ponte delle Guglie telefona in ufficio, perchè lui è fatto così: attento e preciso con i suoi amici ed i suoi clienti.
Entra sorridente, fa parte del suo carattere, si siede sulla sua scrivania ordinata, Elisa, con la sua sensibilità e discrezione, ci porta il caffè. Bruno inizia subito a raccontare senza bisogno di essere stimolato.

“L’impresa Edile nasce dal papà Giovanni, mi dice, un ex Duro ci tiene a sottolineare che tutt’ora vive a Salzano. Bruno è un fiume in piena, ha tutto in testa e soprattutto nel cuore, mi vuole raccontare tutto e non vuole dimenticare niente. Ricorda che, durante le vacanze scolastiche, la mamma lo spingeva ad andare a “lavorare” assieme al papà girando per i cantieri iniziando così a conoscere i collaboratori di Giovanni ed i suoi clienti.
Nel 1973 si diploma geometra al Parini ed inevitabilmente si affianca al papà nella gestione dell’azienda. Giovanni comincia a trasmettere al figlio e a far conoscere i valori che hanno sempre aiutato lui a condurre l’impresa artigiana.”

Passano gli anni e nel 1983 Giovanni Cuogo decide di ritirarsi ed andare in pensione. Bruno nel 1979 si era iscritto agli Artigiani e aveva formato la propria Ditta individuale “geometra Bruno Cuogo” che iscrive non appena possibile “all’Albo Nazionale Costruttori“; ciò gli consente di acquisire clienti con immobili soggetti a vincolo (determinante per Venezia!) e non solo. Il buon nome Cuogo ed il suo ben operare gli consentono di trasferire i vecchi clienti di papà nella sua azienda e di averne dei nuovi, che si moltiplicano con il passa parola. Ancora oggi, dopo quarant’anni di attività, ho ancora dei clienti che erano del papà.

Con l’aumentare delle commesse, l’Impresa viene certifica Euro Soa, permettendo così di appaltare lavori per la Pubblica Amministrazione e per clienti con patrimonio ad alto valore.

L’Impresa comincia ad avere un considerevole successo ed alla fine del 1999 nasce Impresa Edile C.B.C. srl, soluzione fortemente da lui voluta, visto il considerevole numero di clienti e dipendenti. A questo punto diventa indispensabile e prioritaria la certificazione a Iso 9000 che la identifica come “Impresa di Qualità”. Questo è il momento che Bruno aspettava da tempo, il carattere del proprietario e il suo spirito conservativo si fonde con la qualità in termini di esecuzione lavori ed individuazione dei materiali. Egli è riuscito ad eseguire i lavori a regola d’arte con l’utilizzo di prodotti tecnologicamente avanzati, di fatto a coniugare la bellezza delle vecchie opere facendole rivivere affiancandole con materiali di altissima tecnologia. Il risultato è di eccellenza, sia nelle fattezze che nei risultati di lunga durata.

La commessa all’Hotel Gritti di Venezia è la sua ultima impresa importante, e mi allunga orgoglioso la pubblicazione “Un salto nel passato un passo nel futuro” che parla del  restauro di “The Gritti Palace” Hotel Venezia. Coordinati dalla Direzione Lavori dell’Ing. Forcellini di Venice Plan, l’intervento globale è stato eseguito dal General Contractor Impresa Tonon Spa con la collaborazione della C.B.C. srl di Cannaregio (VE) che ha avuto come primo obiettivo la totale difesa del fenomeno dell’acqua alta.
Da ultimo ci tiene a sottolineare che il suo cuore è ancora rivolto al restauro conservativo, eseguito nel 2008 – 2009., dell’Abbazia di San Gregorio alla Salute, gioiello di storia veneziana, di seguito una breve descrizione storica raccolta nell’Archivio di Stato di Venezia:
– I Benedettini del chiostro di Sant’Ilario e Benedetto, sul margine occidentale della laguna di Venezia, fuggendo nel 1247 la persecuzione di Ezzelino, si ricoverarono presso la chiesa di San Gregorio, già esistente nel sec. IX, e nel 1342, la rifecero costruendovi accanto l’abbazia, che nel 1450, passò in Commenda e tale si mantenne fino al 1775. Sucessivamente diventò parrocchiale e così rimase fino al 1808, anno in cui fu secolarizzata e ridotta a raffineria dell’oro per la Zecca, mentre l’abbazia veniva adibita ad abitazioni private.

Sentiti i suoi racconti professionali gli chiedo: come hai conosciuto la Duri i Banchi?

“Mi viene da tradizione familiare – risponde – Ero a Possagno in collegio e alle volte mio padre non poteva venire a farmi visita perchè impegnato in qualche cena con gli amici della Duri i Banchi, e non solo, ho sposato la figlia di Armando Lamon (costruttore) e soprattutto Duro !.
Direi quindi che è stato quasi naturale il mio ingresso nella società.”

Continuo nel racconto:

“Nasco a Salzano nel 1953 ed il 18 dicembre 1977 mi sposo con Clara Lamon. Naturalmente mi sposo il 18 dicembre che è anche il giorno del suo compleanno e che da sempre più o meno coincide con l’incontro annuale del Natale della Duri i Banchi: Clara me lo rimprovera ogni anno. Abbiamo due figlie, Irene e Valentina, che dal 2005 gestiscono una struttura turistica alberghiera di proprietà, “Ca’ San Rocco” a Venezia.

Ma voglio raccontarti un aneddoto, appena diplomato, il carissimo Giorgio Gugliotta (un Duro che aveva una rivendita di materiali edili), ogni volta che ci vedevamo dal momento che acquistavo da lui i materiali dell’azienda, insisteva per essere un padrino per il mio ingresso ai Duri. In quel momento però vedevo questo sodalizio come un luogo da non frequentare, infatti all’interno c’erano il papà, il suocero, e gli amici di papà…. non era proprio il caso…  e soprattutto erano tutti vecchi !.

Passa il tempo e viene a mancare il caro Giorgio, e in quel momento mi dispiace di non aver accettato la sua generosa offerta, nel frattempo il papà ed il suocero escono dai Duri perchè affaticati dall’età, è allora che Gino Camata si offre di fare il padrino assieme a Franco Marangon e chiudere queso capitolo. Giusta e naturale conclusione dovuta soprattutto alla volontà di esaudire il desiderio di Gugliotta. Entro a far parte dei Duri, il 15 dicembre 1996.”

Bene Bruno credo che tu sia riuscito a dare la sensazione di ciò che hai costruito in tutti questi anni.

“Grazie per la pazienza e speriamo di aver un’altra occasione per poter arricchiere il nostro sito web con altri racconti e aneddoti, ciao Renato e Duri !!”

Grazie a te, ma non voglio chiudere questa intervista senza pubblicare il tuo motto: “Distinguersi per non Estinguersi“, Duri !! Bruno.